Route 66 West 2025


Nono giorno, 5 giugno: Los Angeles

Tour finito ma non la vacanza, infatti sia io che Marco e Chiara avevamo ancora un giorno extra da trascorrere interamente a Los Angeles. Usciti in strada dall’hotel abbiamo chiamato Uber ed è arrivato un signore cinese che aveva una Tesla da 200000 dollari, con un secchio di bottigliette di acqua minerale, ce ne ha data una a testa e siamo partiti con destinazione Santa Monica. La guida del signore era assurda, con piccoli colpetti di freno ogni dieci secondi o poco più per mantenere la distanza di sicurezza. C’è mancato poco che. Chiara gli rimettesse in macchina! Nei posti in cui abbiamo girato in moto o nei taxi guidano tutti come si vede nei film: distanza di sicurezza, niente guida pericolosa, indicatori di direzione usati regolarmente, rispetto delle precedenze e tanto altro. 

Colazione da Ugo (!), un chiosco sulla Terza Strada, tra Santa Monica Boulevard e Broadway. Prima tappa, negozio Apple sulla Terza Strada per ritirare un telefono nuovo che mio figlio aveva ordinato per me online con consegna a Los Angeles, accolti da un simpatico venditore. Il negozio era immenso, arredato nello stesso stile di altri negozi Apple. Altra sosta per Chiara al negozio di Victoria’s Secret, sempre sulla Terza Strada. Poi abbiamo incontrato un gazebo dei volontari del Salvation Army di Santa Monica che, nel giorno del National Donut Day ringraziavano per i contributi ricevuti in occasione dell’incendio di Palisades e ci hanno dato i donuts gratis.

Da lì siamo andati a prendere il bus rosso con posti anche sul top e auricolari con audio guida come in tante città del mondo, che ci ha portati nei pressi di Beverly Hills: siamo andati subito a vedere l’hotel dove era stato girato Pretty Woman, poi abbiamo passeggiato su Beverly Drive e Rodeo Drive, con tutti i negozi più famosi del mondo: Prada, Louboutin, Cartier, ecc.! Fantastico! Ripreso il bus rosso siamo andati in Hollywood Boulevard la strada più famosa al mondo per quello che riguarda il cinema. Abbiamo percorso un po’ del marciapiede delle stelle, visto il Dolby Theater, il Teatro Disney El Capitan, visto dall’alto le riprese del Jimmy Kimmel Live, il talk show della ABC, che sarebbe poi andato in onda la sera.

A pranzo abbiamo mangiato in un tipico locale americano in stile anni ’50/’60, con gli sgabelli al bancone e i divanetti con i tavoli sul lato. In tutta la giornata, più che negli altri giorni del viaggio, sembrava di essere in un film! Verso le 19 siamo andati a Venice, abbiamo mangiato e bevuto due Margaritas in un locale caratteristico. A Venice ci sono molti locali dedicati ai surfisti, come è ovvio data la connotazione della zona, in spiaggia ci sono anche attrezzi e installazioni per fare ginnastica all’aperto. Il giorno dopo siamo tornati a Santa Monica Pier perché i nostri aerei partivano nel pomeriggio, poi siamo andati in aeroporto e ci siamo salutati perchè avevamo voli diversi, io su Monaco e Marco e Chiara su Parigi come scalo intermedio. Al ritorno ho pagato una differenza di classe di 400 euro per viaggiare più comodo e ne è valsa la pena.

Qua sotto eravamo al secondo Margarita!

CONSIDERAZIONI FINALI

Questo è un viaggio in motocicletta, sulla strada, anzi per dirla alla Jack Kerouac “On the Road”, sia che si percorra l’intera Route 66 sia che si faccia solo il tratto West. Non ci si ferma nelle città a fare i turisti e a visitare monumenti, luoghi di interesse. Si visitano piccoli centri sorti lungo la Route 66, a volte ci si ferma in quello che era un piccolo distributore di benzina, dove quello che era un emporio è stato trasformato in un negozio di souvenir dove a volte si può ancora mangiare qualcosa. Ci si sveglia presto al mattino, dopo il breakfast e il briefing in sella e via. Le strade percorrono per la maggior parte zone desertiche, sono terribilmente dritte e quando arriva una curva sembra di andare ancora sul dritto. Bisogna far correre la fantasia, pensare alla storia della Route 66, ai pionieri che percorrevano i deserti dell’Arizona con i carri. Io, ad esempio, mi sono divertito molto quando il macchinista di un treno ci ha salutato dai binari che correvano a lato della strada. Curiosità: uno di noi si è preso la briga di contare i carri di un merci, ne erano 150 e quattro motrici! Nota: negli Stati Uniti le linee ferroviarie non sono elettrificate, sarebbe stato troppo costoso e così le motrici sono a gasolio.

Durante la giornata si sta in moto dalle 8/9 e ci si ferma nel parcheggio dell’hotel attorno le 17, si percorrono 200/300 chilometri al giorno, a volte anche 400. Durante la giornata si fanno almeno tre o quattro soste, la più lunga per pranzo è di un’ora/un’ora e mezza, quindi si ha modo di riposare. Poi c’è una sosta per fare rifornimento, in modo perfettamente organizzato: le moto si mettono in colonna per due una dietro l’altra e da entrambi i lati delle colonnine dei distributori, Stefano e Mick fanno man mano il pieno a ogni moto e così il rifornimento dura pochi minuti. Le colonnine del carburante, generalmente solo benzina, possono essere anche 100 ed oltre per singola area di servizio! Quindi non ci sono mai code. Nelle aree di servizio si ha il tempo di visitare gli eventuali shop annessi o di bere (acqua) o di mangiare qualcosa al volo.

Il giorno in più a Los Angeles è stata una scelta ottima, come detto sono riuscito a vedere alcuni dei punti più importanti della città: Hollywood, Santa Monica, Venice Beach, Beverly Hills e Rodeo Drive, Griffith Park, l’Osservatorio Griffith. Con Chiara e Marco abbiamo fatto un giro sul bus “rosso”, molto utile per vedere velocemente posti che neanche con un’auto a noleggio avremmo potuto vedere, inoltre i parcheggi sono molto costosi. Per quello che mi riguarda, ripeto quanto detto in precedenza: questo è stato il viaggio di una vita, con il connubio di molte mie passioni.

Ho vissuto per pochi giorni l’emozione di un viaggio in America, l’esperienza di un viaggio in moto (anche se ne ho fatti tanti); la possibilità di scattare centinaia di fotografie in un Paese sconfinato e affascinante, con città straordinarie, stili di vita particolari. Ma, e questa è la cosa più importante, soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere due persone gentili, disponibili, simpatiche: Marco e Chiara. A loro va il ringraziamento per avermi supportato e sopportato per tanti giorni e tanti chilometri in moto!