Settimo giorno, 3 giugno: da Las Vegas a Victorville
Via da Las Vegas, città dei divertimenti sorta praticamente dal nulla nel Deserto del Mojave, in direzione Victorville, poco distante dalle montagne alle spalle di Los Angeles. Come previsto abbiamo attraversato, sempre sulla Historic Route 66, il Deserto del Mojave, con temperatura attorno ai 38 gradi, lungo una strada incredibilmente dritta per chilometri. È impressionante pensare di essere in America, su una Harley Davidson, su una delle strade più famose del mondo, in un deserto sconfinato e in mezzo al nulla di nulla, incrociando pochi veicoli. A volte, nel casco, mi sono chiesto “ma che ci faccio qui?”! Poi ho pensato alla Storia, all’epopea del selvaggio West, della Nuova Frontiera, della migrazione durante il Dust Bowl, ai film girati proprio lì e sono stato felice: stavo facendo il viaggio di una vita! Il West è questo, poi ci sono le montagne e il verde, ma la preponderanza sono le zone desertiche. A una sosta lungo la strada avrei voluto fotografare gli alberi Joshua, ma quando ho puntato la macchina fotografica ho avuto la notifica di batteria scarica, sono anche corso alla moto per prendere quella di ricambio ma siamo dovuti ripartire…
Prima di arrivare a Victorville abbiamo fatto tre soste, di cui la prima è stata a Kelso, una volta nodo ferroviario, ora è una città fantasma. Un edificio che prima era una stazione ferroviaria, un improbabile, piccolo ufficio postale, ovviamente chiuso, le nostre moto parcheggiate in un vasto e vuoto parcheggio e intorno il nulla. Quello che si vede nelle foto è proprio così, un luogo deserto.




Tornati in viaggio abbiamo fatto sosta all’iconica area di servizio di Amboy, il Roy’s Motel. Foto di rito sulla strada accanto allo scudo della Route 66 stampato sull’asfalto, ho fotografato anche il gilet steso in strada accanto allo scudo della Ruote 66 disegnato sull’asfalto. Nota: nel Roy’s Cafe c’è un cartello che avvisa di fare attenzione ai (rari) veicoli in circolazione mentre ci si fotografa in mezzo alla strada.




Di nuovo sulla strada abbiamo proseguito verso la meta finale, fermandoci poco prima di Victorville al Helmer’s Bottle Tree Ranch: la particolarità di questa attrazione è che Helmer Long ha “piantato” in diversi decenni circa 200 alberi di bottiglie di vetro! Oltre a questo, sui telai degli “alberi” ci sono un’infinità di altri pezzi storici: macchine da scrivere antiche, cartelli stradali, alcuni missili, jeep o altri rottami di auto, fucili, fari di automobile, telai di biciclette, oggetti di artigianato creati da Helmer o altri artisti, insomma un’infinità di cose incredibili per una vista affascinante.











Alla fine, siamo arrivati a Victorville e abbiamo alloggiato all’Hilton Garden Inn, dove a cena abbiamo mangiato… tranci di pizza! Vabbe’… vedi foto! Per il resto questa è stata una tappa di solo pernottamento, saremo arrivati attorno le 18 e non c’era niente nei dintorni dell’hotel.




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