Terzo giorno, 30 maggio: da Santa Fe’ a Gallup
Prima della partenza da Santa Fe’ la nostra guida Stefano ha fatto un briefing in cui ha spiegato, soprattutto a noi che iniziavamo la Route 66 West, alcune cose riguardo il viaggio, cose che sono integrate qui in alcune parti del mio racconto. Una delle più importanti è che durante il Tour non si beve, o meglio, non si beve durante il percorso in motocicletta, a sera bevuta libera! Infatti , sul trailer agganciato al van di scorta, guidato dall’ottimo Mick, oltre alla moto di riserva e attrezzi vari, c’era un grande frigo portatile pieno di lattine di birra! Appena ci si fermava a destinazione ogni giorno, Mick passava con un secchio pieno di lattine e le dava a ognuno di noi, mentre eravamo vicini alle moto e ancora di prendere la chiave della propria stanza. In America comunque non si può bere alcolici nei luoghi aperti, spesso in uscita dai locali c’è un cartello che avvisa di questo divieto.



A proposito di pasti… la mia era una vacanza totalmente in moto, la sera si arrivava a destinazione abbastanza stanchi e con poca voglia di girare per trovare un posto per mangiare diverso dai soliti Burger o Tacos e Burritos, per cui ho mangiato solo quello, a parte un paio di volte improbabili pizze. Solo al Grand Canyon Village siamo andati in una Steakhouse, convinti poter mangiare magari una T-bone e invece no, la foto qua sotto è quello che ci hanno servito, vuoi anche perchè era tardi… Sì, qui si cena presto e poi eravamo in una zona isolata, a pochi chilometri dal South Rim del Grand Canyon.

Partiamo dall’hotel Hilton Santa Fe Historic Plaza alla volta di Gallup, antica città dell’Ovest, abitata prevalentemente da nativi americani delle tribù Navajo, Hopi e Zuni. Ma prima di arrivare a Gallup abbiamo fatto una sosta prima a Mádrid (pronunciato con l’accento sulla lettera A), un insediamento di poche case, prevalentemente abitata da artisti, lungo il Turquoise Trail. Tra le curiosità del posto c’è il famoso Maggie’s Diner, immortalato dal film “Wild Hogs”, conosciuto in Italia con il titolo “Svalvolati on the Road”! Una volta ripartiti, dopo pochi chilometri, ci siamo fermati in uno spiazzo a bordo strada per osservare la vastità del territorio, principalmente desertico. In lontananza Stefano ci ha fatto scorgere la presenza di un insediamento “indiano” (io preferisco definirli “nativi”) della tribù Acoma. A Gallup abbiamo alloggiato al Best Western Plus Gallup, a poca distanza da El Rancho Historic Motel & Hotel, un posto pieno di fotografie di attori e registi che venivano in zona per avere un ambiente adatto a girare film western, che poi soggiornavano a El Rancho. Abbiamo cenato proprio là e la cena è stata offerta da Eagle Rider.











Sulla strada, fin da questi primi giorni, si stava tutti insieme in colonna, a pranzo e a cena eravamo sempre un po’ divisi, a volte la maggior parte nello stesso locale, però noi Italiani della seconda parte della Route 66 siamo stati sempre insieme: Marco e Chiara sono stati davvero carini, abbiamo legato da subito e ci siamo divertiti davvero tanto, dicevo sempre che mi avevano “adottato”! C’erano anche altri Italiani: una coppia di Cuneo, una dell’Emilia, una di Milano. Altri provenivano dalla Spagna, dal Paraguay e da un’altra nazione che non ricordo più. Noi Italiani eravamo gli unici HOG del gruppo e inoltre eravamo gli unici a possedere una Harley Davidson, gli altri avevano BMW e altro.
Un’altra cosa interessante della guida negli Stati Uniti, che io trovo molto intelligente, è che agli incroci i semafori non sono davanti al veicolo fermo allo stop ma dall’altro lato dell’incrocio, come nelle fotografie qui sotto, scattate da Chiara quando eravamo a Los Angeles. In questo modo non si deve stare fermi in auto con la testa nel parabrezza ad aspettare che si accenda il verde.





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