Quarto giorno, 31 maggio: da Gallup al Grand Canyon
Partiti da Gallup dopo poche miglia ci siamo fermati a vedere la Petrified Forest e il Painted Desert: abbiamo parcheggiato le moto negli stalli di un posto panoramico e con pochi passi a piedi siamo arrivati al Kachina Point, un piccolo belvedere affacciato sull’immensità del deserto ricco di incredibili colori e con tracce di tronchi pietrificati, risalenti a 225 milioni di anni fa.





Dopo una sosta per fare foto vicino al rottame di una Studebaker del 1932 (resta solo la carrozzeria arrugginita e il telaio), a memoria di quando la Route 66 attraversava il Petrified e il Painted Desert, Stefano ed io siamo andati avanti prima del gruppo lungo la strada per appostarci all’altezza dei rilievi colorati denominati Tepee (ricordano infatti le tende degli Nativi delle Grand Plains, non essendo presenti nella cultura di questa regione). Man mano gli altri partivano dal luogo della Studebaker, a distanza di qualche minuto l’uno dall’altro, e mentre mi passavano davanti io scattavo le fotografie. Manca il mio passaggio in motocicletta perchè avrei dovuto riprendere la mia moto, tornare indietro e ripassare di nuovo davanti ai Teepees.


Ancora, lungo la strada ci siamo fermati a Holbrook, cittadina famosa anche per il suo Wigwam Motel le cui camere sono a forma di Tepee indiani ma sono in muratura. Qui la mia moto è stata imbarcata sul trailer perché aveva la gomma posteriore troppo sgonfia e io sono salito nel van perché la moto di riserva che era sul trailer era la mia che perdeva olio fin dal primo giorno. Poi abbiamo sostato a Winslow, diventata famosa per i versi della canzone degli Eagles “Take It Easy”, presso lo “Standing’ on the Corner Park”, ovvero l’angolo di strada citato nella canzone. Qui ci sono due statue in ferro: una rappresenta un “trovatore”, un artista di strada con la sua chitarra vicino a un lampione; l’altra, allestita nel 2016, rappresenta Glenn Frey degli Eagles, autore con Jackson Browne della canzone. Il pick-up rosso che si vede nelle foto è “finto”, fa parte della scena dell’angolo di Winslow. Abbiamo mangiato nel Relic Road un discreto panino con patatine infilzate in uno spiedino. Stefano, nel frattempo, aveva fatto gonfiare la gomma della mia moto, così ho potuto riprendere il viaggio alla guida.





Nel pomeriggio siamo arrivati al Grand Canyon Village, situato a pochi km dal South Rim del Canyon. Qui abbiamo preso le stanze e siamo scesi dopo circa un’ora per andare a vedere il tramonto sul ciglio del Gran Canyon. E qui si ferma questa parte del racconto perché non ci sono parole per descrivere la bellezza del luogo! Posso soltanto dire che siamo stati un bel po’ di tempo sul ciglio del precipizio, che le nuvole grandi ci hanno un po’ impedito di godere al massimo dell’ora del tramonto, però lo spettacolo è fantastico. Solo una piccolissima parte del Grand Canyon del Colorado era davanti ai nostri occhi: la lunghezza del Canyon, infatti, è di 446 chilometri, è largo da 500 metri a 29 chilometri ed è profondo fin oltre i 1800 metri! Per la serie – tutto in America è enorme, gigantesco, spettacolare o spettacolarizzato.






Abbiamo cenato presto per due motivi: il primo, qui si cena presto; il secondo, l’indomani sveglia presto per andare a fare il giro del Grand Canyon in elicottero! Infatti, la mattina dopo partenza prestissimo dal Red Feather Lodge verso il campo volo degli elicotteri del Grand Canyon: siamo entrati nel centro, ci hanno pesati per raggrupparci in funzione del peso e abbiamo seguito un briefing assistito a un breve video riguardo il volo in elicottero, infine ci hanno dotato di un kit di emergenza (!). Dopo una breve attesa a gruppi di cinque ci hanno fatto attendere ai cancelli del campo di volo. Man mano che arrivavano gli elicotteri ci imbarcavamo, io, probabilmente grazie alla mia altezza, sono stato così fortunato da essere assegnato al posto al fianco del pilota! Il decollo è stato molto tranquillo, quasi un ascensore, abbiamo sorvolato un lungo plateau con radi alberi e piste percorse da quad o fuoristrada. Verso il bordo del Canyon il pilota ha inserito una colonna sonora con la Cavalcata delle Walkirie, sembrava di essere nel film “Apocalypse Now”! Spettacolo meraviglioso, il Grand Canyon è veramente sconfinato, riccamente colorato: per chi conosce queste cose si possono scorgere le diverse ere geologiche nelle formazioni rocciose.









Da qui siamo ripartiti per affrontare la tappa successiva, ormai abbiamo lasciato il New Mexico e siamo da diversi chilometri in Arizona, ci avviciniamo alla metà del viaggio.
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